sabato, 31 marzo 2007

11 Takte

Ieri sera abbiamo festeggiato la serata conclusiva con il gruppo di malati di Alzheimer: vino, canzoni, barzellette, balli… ognuno ci ha messo del proprio, il signor Koch, uno dei pazienti, mi ha persino dato ripetizioni di valzer! Poi stamane i saluti, quindi le partenze. Abschied, das schmeckt bittersüß.

 

Ho avuto la giornata libera e ho approfittato della mattinata per studiare e fare il bucato. Il pomeriggio sono andato a Bautzen per la terza lezione di piano dalla signora Kawka. Purtroppo non avevo preparato molto materiale, dato il poco tempo avuto in queste due settimane. Comunque abbiamo potuto lavorare lo stesso. Ho continuato a esercitarmi con The little shepherd, uno dei 6 pezzi dello splendido Children’s Corner di Debussy, poi la signora Kawka mi ha dato anche lo spartito di un brano molto carino, Melancholy Reflections di un certo Mike Schönmehl, da preparare per conto mio e ho già cominciato, stasera dopo l’abendbrot.

 

Sono contento di avere un’insegnante di musica, erano anni che volevo farmi seguire da qualcuno. Conosco le principali nozioni della notazione musicale, ma non ho mai fatto pratica – malgrado i libri di esercizî che mi aveva prestato Anaïs. Ho poca pazienza, sinora, di fronte a uno spartito, mi è sempre bastato poco tempo per stancarmi e lasciar perdere, continuando a suonare a orecchio (cose semplici) o a partire da griglie d’accordi, oppure a improvvisare. Ora ho qualcuno che mi disciplina e noto che sto facendo progressi. Inoltre la signora Kawka è una buona osservatrice e un po’ alla volta mi sta indicando quali siano le cose che assolutamente devo migliorare. Oggi per esempio abbiamo iniziato a lavorare sull’indipendenza delle mani.

 

Finita la lezione, e dopo esser stato a tagliarmi i capelli – sono ancora sorpreso che la parrucchiera abbia capito come li volessi, visto come mi sono spiegato – sono tornato a Schmochtitz. Quando ho tempo, imbocco una strada che non ho ancora fatto, per guardarmi un po’ attorno, tanto più che con una bicicletta decente e il bel tempo di oggi, era un piacere pedalare. Così oggi ho visto un’altra parte di Bautzen, seguendo per un po’ il corso della Sprea, per poi confluire nella strada abituale, verso Temritz, dove “l'aria della campagna, carica di letame, spostava vibrazioni di una vita troppo bella” (Battiato, Passaggi a livello).

 

Cronaca della giornata a parte, sto preparando un post su Berlino – ora che ho finito di mettere in linea le foto. Ci vorrà un po’ di tempo, perché il mio computer è una specie di dinosauro e ci mette un’eternità ad aprire le immagini. Sarà pronto questo fine settimana, ora è meglio che vada a dormire, così domani riesco ad alzarmi prestino e a fare qualcosa della mia mattinata, dato che nel pomeriggio vado a Dresda a trovare Rita con Maria.

postato da: weingarten alle ore 00:54 | Permalink | commenti | commenti (popup)
categorie: musica, sassonia
giovedì, 29 marzo 2007

Oh, zut, c’est trop. Dites trois.

Anche stasera penso ad uno dei libri che amo di più, L’automne à Pékin (L’autunno a Pechino – eccone un piccolo estratto) di Boris Vian. In assoluto, il mio scrittore preferito. Chi ha letto il libro, non sarà sorpreso, se ultimamente mi viene spesso in mente l’abbé Petitjean…

 

Una frase mi frulla per la testa, anche se non me la ricordo parola per parola. Angel sta ballando con Rochelle, la donna di cui è innamorato (a me piaceva molto di più Cuivre), e Rochelle gli fa un complimento strano, uno di quei complimenti che fanno quasi tanto piacere quanto una fitta allo sterno: “Angel, tutte le donne vorrebbero un fratello come te.” Ma grazie! Sono proprio contento!

 

Il libro contiene molti passaggi che sarebbero decisamente più degni di essere citati. Chissà perché però (non fare il finto tonto Michè, sai benissimo perché), questo in particolare mi frulla spesso per la testa. Ahi, lasso!

 

 

La vie, c'est comme une dent

D'abord on y a pas pensé

On s'est contenté de mâcher

Et puis ça se gâte soudain

Ça vous fait mal, et on y tient

Et on la soigne et les soucis

Et pour qu'on soit vraiment guéri

Il faut vous l'arracher, la vie

 

Boris Vian, da Je voudrais pas crever

postato da: weingarten alle ore 00:15 | Permalink | commenti | commenti (popup)
categorie: ricordi, letture, incontri
sabato, 24 marzo 2007

Erbsen auf halb 6

Lily: Was ist Gelb?

Jakob: Gelb? Gelb ist, äh... Gelb ist das Gefühl von sonnenwarmen Steinen.

L: Jemand hat mir gesagt, Gelb ist der Klang einer Querflöte.

J: Nein. Sonnenwarme Steine.

L: Pflastersteine?

J: Kieselsteine.

 

L: Cos’è il  “giallo”?

J: Giallo? Il giallo è, ehm… giallo è la sensazione di pietre scaldate al sole.

L: Mi avevano detto che il giallo è il suono di un flauto traverso.

J: No. Pietre scaldate al sole.

L: Porfido?

J: Mattoni.

 

Un dialogo che mi è rimasto impresso, tratto dal film che ho visto oggi con i miei ammalati d’Alzheimer. Ecco un paio di commenti sul film: in tedesco  o in inglese.

 

 

Il film contiene alcuni momenti visivi eccezionali: scene molto belle in un campo di fiori gialli, altre suggestive girate in riva al mar Baltico… Anche il suono è curato con molta finezza: i rumori del vento, della pioggia che picchia sulle latte o i bicchieri…

 

I dialoghi mi sono piaciuti particolarmente. I protagonisti sono entrambi non-vedenti (Lily dalla nascita, mentre Jakob perde la vista in un incidente d’auto all’inizio del film) e in certi momenti si raccontano il mondo in maniera molto poetica. Il dialogo con cui ho aperto il posto è uno di quelli che mi sono piaciuti di più. Ascoltandolo, mi è venuto in mente un libro che leggevo da piccolo, il Terzo libro di lettura di Tolstoj, e precisamente un racconto in cui un ragazzo cerca di spiegare ad un coetaneo cieco come sia il bianco, senza però riuscirci. Jakob e Lily, che non hanno la vista, devono fare appello agli altri sensi per (ri)appropriarsi del giallo, e questo, sul piano linguistico, si traduce nelle due splendide (almeno a mio gusto) sinestesie di cui sopra.

 

***

 

Questa settimana lavoro con un gruppo di persone squisite. Abbiamo organizzato una settimana di offerte formative e di svago per malati d’Alzheimer e per i familiari che si prendono cura di loro – in genere il coniuge. L’iniziativa è volta anche ad alleggerire per qualche giorno il carico dei familiari nell’assistenza quotidiana ai malati. Sono molto colpito da alcune coppie. Quando vedo due persone anziane scambiarsi gesti d’affetto mi intenerisco sempre e comunque, ma in questi giorni aver visto le attenzioni che alcuni dei partecipanti hanno nei confronti del proprio compagno o della propria compagna ammalata mi ha toccato ancora più profondamente. Con noi c’è anche una coppia relativamente giovane. A lei la malattia è stata diagnosticata cinque anni fa. Ogni volta che la vedo – e non posso fare a meno di pensare che ha l’età di mia madre – mi viene il magone, anche se cerco di non mostrarlo: l'Alzheimer a 55 anni… non solo il magone, ma anche tanta rabbia dentro.

postato da: weingarten alle ore 02:35 | Permalink | commenti | commenti (popup)
categorie: film, incontri
mercoledì, 21 marzo 2007

Le Pèlerin

Tu ne marcheras jamais assez
Pèlerin perceur fou d'horizon
La terre apprise est une prison
Les barreaux sont les chemins comptés
Tu ne rêveras jamais assez
La mer l'ennemi est déraison
Mais le ciel bleu ciel insaisissable
est un murmure contenu de pierres
amoureuses dont le temps fait des bornes

Edmond Jabès, Le Milieu d'ombre

Il pellegrino

Non camminerai mai abbastanza
Pellegrino folle che fori orizzonti
La terra appresa è prigione
Sono sbarre i sentieri contati
Non sognerai mai abbastanza
Il mare il nemico è follia
Ma il cielo azzuro il cielo inafferrabile
è un mormorio raccolto di pietre
innamorate che il tempo rende miliari

[Traduzione personale]

postato da: weingarten alle ore 23:50 | Permalink | commenti | commenti (popup)
categorie: poesia, prospettive
lunedì, 19 marzo 2007

Non si paga! Non si paga!

Ieri sera Maria mi ha invitato a teatro. Abbiamo mangiato a Bautzen, con sua madre (80 anni, ma lucida e ancora in gamba, in abito tradizionale sorabo), sua sorella (che è scrittrice e traduttrice) e suo cognato. Abbiamo visto “Płaćene njebudźe” (Non si paga! Non si paga!) di Dario Fo al teatro nazionale sorabo-tedesco, il primo teatro bilingue in cui mi sia capitato di mettere piede. Chi non capisce il sorabo, come me o il cognato di Maria, può indossare delle cuffie e ascoltare la traduzione tedesca.

 

Peccato che per il primo atto la traduzione non abbia funzionato… Ho capito lo stesso la storia, un po’ perché molte cose erano già abbastanza evidenti senza bisogno di affidarsi alle parole, un po’ perché il secondo atto (in cui la traduzione ha funzionato correttamente) ha chiarito i punti un po’ oscuri del primo. Peccato lo stesso, perché i dialoghi del secondo atto erano molto riusciti e mi sarebbe piaciuto ascoltare anche quelli del primo.

 

Ottima troupe, specialmente Měrko Brankačk, nella parte di Giovanni, molto convincente per la mimica ed i movimenti (per fortuna, dato che per metà della farsa il testo era per me incomprensibile, almeno il resto mi “diceva” qualcosa). Quanto alla farsa, credevo fosse stata scritta recentemente, invece è del ’74. È che introduce temi molto attuali: delocalizzazioni, impoverimento delle classi lavoratrici, precarietà… È il primo spettacolo scritto da Dario Fo che vedo honni sois-je!e posso solo raccomandarne la visione anche a chi eventualmente leggerà questo post. Non sono in grado di scrivere personalmente una recensione e purtroppo l’unico commento ben fatto che ho trovato on line è in tedesco. Posto lo stesso il link: http://www.dieterwunderlich.de/Dario_Fo_bezahlt.htm.

postato da: weingarten alle ore 00:39 | Permalink | commenti (1) | commenti (1) (popup)
categorie: teatro, serbo lusaziano


Statistiche



View blog authority

foot

Le farfadet

Utente: weingarten
I see the cities of the earth and make myself at random a part of them.

da Walt Whitman, Salut au Monde!, in Leaves of grass (1891)

Le voci dell'ultimo tram:

utente anonimo in È stato molto bello...

I cassetti del folletto:

oggi
marzo 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Le foto...

... e la libreria del Farfadet

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



Nota (bene):

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica e non va considerato un prodotto editoriale ai sensi della Legge 62/2001.


Tra me e voi, siamo passati di qua

*loading* volte