In marzo, al ritorno da Berlino, avevo parlato del Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa, soffermandomi brevemente sulle finalità del progetto e sulle polemiche che ne avevano segnata la realizzazione. In questi giorni sono venuto a conoscenza di un’altra iniziativa, per certi versi comparabile a quella della fondazione berlinese.
Dalla metà degli anni ’90 lo scultore Gunter Demnig ha iniziato a disseminare le città tedesche con i suoi Stolpersteine (letteralmente “ostacoli”, “impaccî”; ma anche, nella fattispecie, “pietre sulle quali inciampare”). Le pietre di Demnig rievocano lo sterminio di ebrei, rroma, omosessuali, oppositori politici, testimoni di Geova e portatori di handicap negli anni del nazionalsocialismo. Le prime furono collocate a Colonia e nel quartiere berlinese Kreuzberg. Circa 11'000 “pietre della memoria” sono state sinora collocate nei selciati di fronte a case che furono l’ultimo domicilio delle vittime. Nei blocchi d’ottone sono incisi il nome, l’anno di nascita ed una concisa nota biografica di queste ultime.
Mercoledì a Bautzen ne sono state inaugurate undici. Poste sul selciato di una strada tra le più rinomate del centro storico, la Reichenstraße, al numero 29, quattro blocchi d’ottone ricordano la famiglia Großmann. Sette “pietre del ricordo” sono poi state poste di fronte al numero 2 della Siebergasse, in memoria della Famiglia Nussenbaum. Fautori dell’iniziativa, la Bischof-Benno-Haus (la mia organizzazione) e il gruppo di lavoro “Begegnung mit dem Jugendtum” (Incontro con la cultura ebraica). L’azione proseguirà il prossimo anno, con la collocazione di nuove pietre.
Fuori dalla Germania, alcuni blocchi sono stati collocati anche a Budapest, a Vienna e in alcune località austriache. L’iniziativa incontra tuttavia anche perplessità e talvolta persino ostilità. Le autorità di Monaco hanno rifiutato categoricamente la collocazione delle pietre nelle strade della città bavarese, mentre alcuni proprietarî d’immobili si oppongono all’iniziativa, temendo una svalutazione del loro bene. Il fatto che i nomi delle vittime possano essere calpestati dai passanti non piace ad alcune associazioni ebraiche.
Nella notte tra mercoledì e giovedì le pietre nella Reicherstraße sono state oggetto di vandalismo: ignoti hanno ricoperto i blocchi di ottone con della pece. Allertate il mattino seguente, le autorità li hanno fatto immediatamente ripulire. La polizia indaga sull’accaduto, privilegiando la pista dell’estremismo di destra.
