lunedì, 14 aprile 2008

Aveva ragione don Mariano Arena...

Il popolo cornuto era e cornuto resta. (1)

Proprio dei bei mandriani danzeranno ore sulle nostre corna...


(1) L. Sciascia, Il giorno della civetta, Perugia, Adelphi Edizioni e la Nuova Italia Editrice, 1993

postato da: weingarten alle ore 18:04 | Permalink | commenti (9) | commenti (9) (popup)
categorie: politica

Commenti
#1   14 Aprile 2008 - 18:07
 
speriamo venga dato loro del filo da torcere...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Loreanne

#2   14 Aprile 2008 - 18:23
 
dirò una cosa ovvia: seguite solo i risultati quando sono certi perché qualunque sia la nostra fede seguire ste proiezioni è pressoché un suicidio.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Berenice78

#3   15 Aprile 2008 - 18:12
 
@Loreanne: lo spero anch'io; e spero che accada anche e soprattutto per iniziativa dei cittadini;

@Beren: guarda, già prima delle exit-poll non mi ero fatto particolari illusioni; ora, con i risultati definitivi, posso dire che è andata ancora peggio di come me l'ero aspettata (e ce ne vuole, perché in genere mi attengo sempre allo scenario più pessimista).
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#4   15 Aprile 2008 - 19:28
 
cornuti..e mazziati ( purtroppo temo presto)

Barbara
utente anonimo

#5   16 Aprile 2008 - 13:57
 
Ogni riferimento ai risultati elettorali è puramente casuale (;-D)
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#6   16 Aprile 2008 - 15:05
 
Michè, ho appena letto il tuo intervento da Rudi, e non posso che darti ragione. Ma come?

Io sono rientrata in Italia sulla scia dei girotondi. Ci credevo, speravo sul serio che l'Italia si potesse cambiare volendo, con l'impegno di tutti, schierandosi però da una parte precisa, e cioè "non con lui". Che fine ha fatto quel movimento? Giusto Pancho Pardi (degnissima persona e fine intellettuale) siede adesso in Parlamento (IdV), il resto si è volatilizzato. Primo fra tutti Moretti, che diceva "con questi leader non vinceremo mai" e poi va a braccetto con Veltroni e Rutelli.

Grillo e i suoi vaffa sono tutto un altro discorso. A me lui non piace più da tempo, perché oramai ci marcia (finché farà pagare il biglietto a chi lo sta a sentire, continuerà a puzzarmi). Lui e i suoi sostenitori non stanno da nessuna parte, ma contro a prescindere e per me questo è un errore madornale, perché la differenza tra chi candida Cuffaro e chi candida la Borsellino è abissale. Questo atteggiamento qualunquista si è sparso a macchia d'olio e a mio avviso Grillo e compari sono in parte coresponsabili di questo risultato elettorale.

A questo punto serve una terza via tra il qualunquismo e il con-lui-no-ismo disorganizzato. Da dove partiamo?
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#7   16 Aprile 2008 - 18:57
 
@Barbara: ¡No Pasarán!

@Giuliano: assolutamente. ;)
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#8   16 Aprile 2008 - 18:58
 
Ciao Chiara!

Mi ricordo del movimento dei girotondi, a dire il vero ci ho anche pensato in questi giorni, persino con un pizzico di nostalgia, pur non avendo partecipato attivamente. Penso che questa sensazione si spieghi col fatto che, oltre a propugnare idee che in linea di massima mantengono ancor oggi la loro validità, quel movimento comunicava entusiasmo ed il clima di festa che ne percorreva le manifestazioni, a dimostrare che la politica può ancora andare d’accordo con la passione, era contagioso. Peccato che sia naufragato con il tempo, che i personaggi che l’avevano iniziato non abbiano saputo tenere diritta la barra. È chiaro che nel frattempo si sono venute delineando anche quelle due tendenze disgregatrici che hai nominato tu: il qualunquismo e il “non-con-lui-ismo”.

Condivido in pieno il giudizio su Grillo e non aggiungerò altro sull’argomento (hai visto bene, il “Savonarola di turno” da Rudi era diretto lui). Il “non-con-luismo” dal canto suo si è rivelato insufficiente a tenere unito il centro-sinistra e molto più ha coperto o giustificato la poca creatività di cui questa parte politica ha dato prova nell’ultimo decennio. È anche rivelatore di quanto il fenomeno-Berlusconi abbia compromesso l’evoluzione del sistema partitico italiano all’ingresso nella II Repubblica. Contro di lui infatti si sono coalizzati movimenti che spesso, tolto l’antiberlusconismo, non avevano altro legame, e ciò ha impedito la formazione di poli omogenei: una Sinistra, una Destra e, eventualmente, un Centro, che fossero degni di questo nome. Per concludere, il “non-con-luismo” per me è un meccanismo malsano anche in rapporto alla democrazia. L’argomento del “voto utile” (in sé e per sé un insulto alla democrazia) ne è stata la migliore dimostrazione, dato che implicava che i cittadini sostanzialmente votassero per o contro Berlusconi. Ora, “democrazia parlamentare” va d’accordo soltanto con “elezioni parlamentari” e non ha nulla a che spartire con “plebiscito”. Il cittadino elettore deve poter scegliere il partito che meglio interpreta le istanze che lui vuole vedere rappresentate in Parlamento. Il PD certamente ha un numero apprezzabile di sostenitori, che l’hanno votato perché aderiscono al programma di Veltroni. Tuttavia per gli elettori di sinistra che questa volta però si sono decisi per il voto “utile”, queste elezioni in definitiva si sono ridotte a un plebiscito.

Voglio provare a rispondere anche alla domanda con cui chiudi il tuo commento, domanda che, smaltita la botta iniziale, mi ha tenuto abbastanza occupato.

Sinceramente non saprei dire cosa farebbe meglio a fare la Sinistra. Certamente non può rassegnarsi a sparire. Il ruolo dei partiti – inquadrare l’azione dei cittadini e permettere alle loro istanze di raggiungere efficacemente il mondo delle istituzioni – rimane a mio avviso importante. Certamente la Sinistra dovrà, come altri partiti del resto, risolvere il problema dell’incomunicabilità con l’elettorato. Ci vorrà inventiva, perché una simile impresa potrà riuscire solo quando questi partiti riusciranno ad affrontare il principe della videocrazia, senza scendere sul suo terreno. Se continueranno ad affrontarlo sul suo terreno preferito, si faranno sempre massacrare, come la cavalleria pesante francese a Azincourt. La Sinistra – ma anche gli altri partiti non berlusconiani – dovranno sforzarsi di trovare un linguaggio e delle modalità congeniali a loro e al loro elettorato, soprattutto a quello potenziale, quello che deve essere convinto ad ogni tornata elettorale. Ci vorrà inventiva, dicevo, ma ci si può anche guardare intorno alla ricerca di spunti. Secondo me potrebbe essere utile tenere d’occhio il modo in cui lavorano alcuni movimenti attivi negli ultimi tempi in Francia: Génération Précaire, Jeudi Noir, La France qui se lève tôt, ecc. Non è escluso che prima poi riesca a trovare un il tempo per dedicare loro un post.

Da Rudi dicevo che l’azione dei cittadini, se non esclude l’adesione a un partito, non deve neppure dipendere esclusivamente da questa. Sto riflettendo al tipo di iniziative che si potrebbero prendere. Per il momento non ho molte idee, penso solo che sia preferibile volare basso e dare vita a progetti di dimensione locale, magari coordinabili nell’ambito di una rete più vasta. Però ho pensato al modo in cui tu acquisti i prodotti biologici, partecipando ai GAS. Quello dei GAS per me è un modello interessante, che, con i dovuti arrangiamenti, potrebbe essere esteso anche ad altri ambiti e prioritariamente a quelli in cui i bisogni dei cittadini ricevono risposte deludenti dalla macchina istituzionale. Per nominarne soltanto alcuni: asili nido, istruzione extra-scolastica (tipo Volkshochscchule), trasporti pubblici (tipo Mitfahrtgelegenheit), ecc. Detta nuda e cruda potrebbe suonare come un “cominciamo ad arrangiarci, senza di loro”. Ma è anche un modo per dimostrare che i cittadini sono presenti e che non sono passivi. E per iniziare movimenti, che a partire da cellule locali, potrebbero col tempo acquisire risonanza maggiore.
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#9   17 Aprile 2008 - 12:16
 
Farò un paragone azzardato: così come il Milan molto probabilmente il prossimo anno non parteciperà alla Champions League, così la sinistra estrema che non ha più posti in parlamento potrebbe sfruttare questa occasione di disoccupazione istituzionale per fare una sana autocritica e cercare di ricucire quello strappo che evidentemente si è creato tra i suoi candidati e i cittadini.
Abbandonare le logiche ideologiche a favore di ideali e valori in cui la gente del presente si possa identificare. Abbandonare i berlusconismi e annessi e cercare di raccogliere gente con proposte e idee positive, senza rinnegare il passato ed avendo una mente aperta sul futuro.
Io penso che la sinistra se non è stata eletta non è certo colpa di Berlusconi, ma è colpa del fatto che durante i 7 anni prima e i due anni recenti non ha fatto nulla ne per impedire a Berlusconi di ricandidarsi, ne di dimostrare la propria superiorità morale e civile nel governare l'Italia. Anzi. Se poi ha fatto qualcosa di buono non l'ha comunicato efficacemente. E questo non lo dico io: lo dicono i risultati elettorali.
Ebbene io penso che dal prossimo c'è sempre qualcosa da imparare e non penso che Berlusconi come persona sia totalmente da buttar via: ma perché la sinistra non impara una buona volta a comunicare ed interagire efficacemente con il suo elettorato certo e potenziale? Perché un nemico della sinistra deve essere sempre considerato totalmente negativo? Non è mai così, lo sappiamo bene tutti nella nostra vita quotidiana, non esiste il male puro così come non esiste il bene puro. Quindi da qualsiasi persona abbiamo davanti si può sempre imparare qualcosa di buono per migliorare la nostra vita (io non amo bill gates ma trovo che excell sia geniale!)

Ultima cosa: io non ho votato, non me la sono sentita perché davvero non mi sono identificata in nessun partito, o meglio mi identificavo un pò di qua e un pò di la. Ma quello che non condividevo affatto dei due schieramenti era più forte di qualunque pro ad essi riferito. Non l'ho fatto per grillo, il quale lo seguo anche poco o niente. L'ho fatto perché penso che dobbiamo smetterla di votare contro o il meno peggio: dobbiamo votare per e dobbiamo votare con gioia e serenità. E comunque considero il non voto come una legittima forma di espressione della propria opinione.

cia cia ciah


p.s. evitate di darmi della qualunquista che tanto lo so già.
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