mercoledì, 23 aprile 2008

À l'envers, à l'endroit

Malgrado il tono più raccolto rispetto ai lavori precedenti, Des visages, des figures è probabilmente l’album più inquietante di Noir Désir. Uscito l’11 settembre 2001 e contenente brani quali Le Grand Incendie (Il grande incendio) o il visionario L’Europe (L’Europa), il nuovo lavoro della band bordolese assomigliava ad un ammonimento profetico, carattere che in larga misura conserva ancor oggi.

Senza deporre completamente gli accenti rivoluzionarî che avevano marcato i primi album (si pensi al riferimento esplicito a Emiliano Zapata contenuto nel titolo del loro lavoro del 1992, Tostaky, contrazione gergale del motto zapatista “¡Todo está aqui!”), in DVDF Cantat e compagni fanno più largo uso di sfumature allucinate, malinconiche e meditative. L’album tradisce una certa dose di amarezza e stanchezza di fronte al vano e nevrotico affannarsi contro un recinto cui spesso si riduce l’esistenza. Ascoltando le canzoni e facendo attenzione ai testi, in più momenti sembra di cogliere tra le righe la tentazione di ritirarsi in una sorta di Κέπος, il giardino epicureo, e al tempo stesso la consapevolezza che anche questo spazio privato non mette al riparo dalle nevrosi e dallo smarrimento che imperversano al suo esterno. A tratti l’album è anche diagnosi, nella misura in cui stigmatizza lo stato di coma profondo in cui non ha smesso di precipitare l’individui, massificato, in balia della tecnologia e dei mezzi d’informazione e spesso sorpassato dalle difficoltà quotidiane. I Noir Désir non mancano di allargare la prospettiva al sistema-mondo, mettendo in guardia di fronte ai rischi insiti nell’ordine iniquo e imperialistico che lo governa. Il messaggio è rivolto anche a chi siede sul vertice della piramide. Il senso di precarietà dell’esistenza odierna è rafforzato dalla percezione dell’imminenza della catastrofe, le cui proporzioni sono tratteggiate con veemenza in Le Grand Incendie e con sconcertante pacatezza in Le vent nous portera (Il vento ci porterà via).

DVDF è uno dei rari lavori pubblicati nell’ultimo decennio da una band francese ad aver goduto di una certa risonanza anche in Italia. Nell’estate del 2002 il videoclip di Le vent nous portera, un pezzo alla cui registrazione partecipò anche Manu Chao in veste di chitarrista, fu ripetutamente trasmesso da MTV. Forse alcuni si ricorderanno del bambino e della giovane donna, probabilmente sua madre, che su quella spiaggia bianca; il bambino scavava un’enorme buca nella sabbia, che inghiottiva la donna al sopraggiungere di una tempesta; il video si chiudeva con il bambino che, rimasto solo, fissava tranquillamente il mare. Quanto al secondo singolo, di cui includo il video, mi è capitato di sentirlo anche alla radio italiana, sebbene non con la frequenza di una hit.

Contrariamente alla mia abitudine (mettere in primo piano l’originale), pubblico qui soltanto la mia traduzione del testo, relegando l’originale in francese nei commenti. Ho cercato di tradurre il senso del testo, senza preoccuparmi della metrica. Ho comunque rispettato la versificazione, per permettere – a chi ne avesse voglia – un più agevole confronto della traduzione con l’originale. Ho aggiunto anche un paio di note in fondo alla pagina, in modo da chiarire i punti in cui il testo fa riferimento a realtà non necessariamente note all’ascoltatore italiano o in cui emergono le caratteristiche della scrittura di Bertrand Cantat, particolarmente abile nel giocare con le risorse della lingua francese. Il leader dei Noir Désir è inoltre noto per la sua fervida immaginazione e la sua vasta cultura letteraria. Molti passaggi dei suoi testi, di cui è difficile cogliere tutti i riferimenti, rimangono enigmatici o soggetti a diverse interpretazione. L’autore attualmente sta scontando 8 anni di reclusione in una prigione lituana per l’omicidio colposo della compagna, Marie Trintignant, e non è chiaro se ritornerà a scrivere musica una volta uscito dal carcere.

À l’envers, à l’endroit, tratto da Noir Désir, Des Visages, Des Figures, Barclay Records (2001)

 

Ancora non siamo tornati dal mondo delle favole (1)
Va detto che ci siamo entrati senza aver visto la luce
Là ci sono l’acqua, il fuoco, i computer, Vivendi (2) e la terra,
Dobbiamo avere l’opportunità di realizzarci per poi mandare
                                                                                    [tutto all’aria

Continuamo pure a riverire i reucci patacca
E a sperare che un giorno entreremo a far parte della famiglia
Prima o poi provocherai un crollo borsistico per conto
                                                                        [tuo, come no!
Potremmo persino ipotizzare che tutto finirà per
                                                            [franarci addosso (3)

Intorno agli ulivi sussultano le origini
Ce ne stiamo a guardare mentre ci facciamo eternamente
                                                                                    [intortare (4)

Per dritto e per rovescio, per dritto e per rovescio
Per rovescio e per dritto, per dritto e per rovescio

È previsto un incendio per questa sera all’emiciclo(5)?
Sembra che per noi sia tempo di pensare a un nuovo ciclo
Si possono accarezzare ideali anche volando bassi
Si può continuare a sognare di andarsene senza partire mai

Dicono che la palombella bianca abbia trecento tonnellate
                                                                        [di piombo nelle ali
Dicono che dovremo abituarci a primavere senza rondini
La bella addormentata nel bosco ha rotto le trattative
Sollevando l’unilaterale protesta del principe azzurro
Dobbiamo sempre e comunque piegarci(6) in nome di una
                                                                                    [linea retta?
Vorremmo trovare gli spazî infiniti tra le pareti
                                                                        [di una scatola
Cos’è che s’intravede in lontananza? Un estuario o la fine
                                                                                    [della strada?
Speciale dedica alla pozzanghera in cui nuotiamo,
                                                            [in cui anneghiamo

Intorno ai mandorli sbocciano mondi in sordina
No pasarán sotto le forche caudine

Per dritto e per rovescio, per dritto e per rovescio
Per rovescio e per dritto, per dritto e per rovescio

 


  1. Pays des mystères: il luogo mitico abitato da S. Nicola, dal suo terribile asino Hans Trapp e da altri esseri magici e fiabeschi. Teatro di molte leggende alsaziane, è tradizionalmente identificato con la foresta di Hagenau e con i suoi pittoreschi villaggi.

  2. Vivendi: impresa francese, colosso nel settore media e telecomunicazioni, nel quale è attiva sui fronti dell’editoria, della distribuzione musicale, della TV a pagamento, della produzione cinematografica e televisiva e della telefonia fissa e mobile; prima di specializzarsi nelle nuove tecnologie, l’impresa si occupava di servizî erogati alle collettività territoriali (rete idrica, trasporti, ecc.) con il nome di Compagnie Générale des Eau (fondata nel 1853); quest’ultimo settore d’attività è stato rilevato da Veolia Environnement, una società risultante dalla scissione del gruppo Vivendi.

  3. Exploser à la gueule: letteralmente “esplodere in faccia”; l’espressione ha anche un senso figurato, che designa il danno recato dalla perdita di controllo su processi ed evoluzioni, di cui ci si riteneva padroni; si noti la giustapposizione di due registri linguistici differenti, il sostenuto e quasi burocratico “on pourrait même envisager” e il termine “gueule”, meno gergale di “tronche”, ma pour sempre tipico di un registro basso, quando è riferito a persone (un po’ come l’italiano “muso”).

  4. Rouler quelqu’un dans la farine: lett. “far rotolare qualcuno nella farina”, significa raggirare qualcuno; il testo francese gioca anche sul senso letterale della frase, che si allaccia al ritornello, come se il testo descrivesse qualcuno che viene ripetutamente fatto rotolare nella farina, avanti e indietro, avanti e indietro, dando così una rappresentazione visiva del continuo e ripetitivo imbroglio cui è sottoposto l’individuo (p. es. dai media).

  5. Hémicycle: il termine è spesso sinonimo di “aula parlamentare”.

  6. Se courber (…) pour une ligne droite: in francese il contrasto è più netto, a causa del verbo “se courber” (curvarsi) in opposizione all’aggettivo “droite”.

postato da: weingarten alle ore 15:48 | Permalink | commenti (2) | commenti (2) (popup)
categorie: musica, prospettive

Commenti
#1   23 Aprile 2008 - 15:53
 
A l'envers à l'endroit

On n'est pas encore revenu du pays des mystères
Il y a qu'on est entré là sans avoir vu de la lumière
Il y a là l'eau, le feu, le computer, Vivendi, et la terre
On doit pouvoir s'épanouir à tout envoyer enfin en l'air

On peut toujours saluer les petits rois de pacotille
On peut toujours espérer entrer un jour dans la famille
Sûr que tu pourras devenir un crack boursier à toi tout seul
On pourrait même envisager que tout nous explose à la gueule
Autour des oliviers palpitent les origines
Infiniment se voir rouler dans la farine

A l'envers, à l'endroit, à l'envers, à l'endroit
A l'endroit, à l'envers, à l'envers, à l'endroit

Y'a t'il un incendie prévu ce soir dans l'hémicycle
On dirait qu'il est temps pour nous d'envisager un autre cycle
On peut caresser des idéaux sans s'éloigner d'en bas
On peut toujours rêver de s'en aller mais sans bouger de là

Il paraît que la blanche colombe a trois cents tonnes de plombs dans l'aile
Il paraît qu'il faut s'habituer à des printemps sans hirondelles
La belle au bois dormant a rompu les négociations
Unilatéralement le prince entame des protestations
Doit-on se courber encore et toujours pour une ligne droite ?
Prière pour trouver les grands espaces entre les parois d'une boîte
Serait-ce un estuaire ou le bout du chemin au loin qu'on entrevoit
Spéciale dédicace à la flaque où on nage, où on se noie

Autour des amandiers fleurissent les mondes en sourdine
No pasarán sous les fourches caudines

A l'envers, à l'endroit, à l'envers, à l'endroit
A l'endroit, à l'envers, à l'envers, à l'endroit
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#2   30 Aprile 2008 - 21:44
 
Sai, per un attimo ho pensato di trovarmi nel mio blog, quando ho letto questo post! Vedo che anche a te piace tradurre, e lo fai mooooolto bene :) poi il francese è una lingua maledetta, piena di accenti e doppi sensi...complimenti :)
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